Zombi 2 (Film)

Zombi 2 di Lucio Fulci (Italia,1979)
Durata : 91’ Genere : Orrore

Su un battello proveniente da un isola caraibica viene scoperto un uomo in apparente stato decomposizione ma ancora vivo ; il giornalista Peter West e Anne la figlia del proprietario del battello s’interessano al caso scoprendo una lettera del padre di Anne che rivela l’esistenza di un strano virus nell’isola di Motul…

Scritto da Elisa Briganti in collaborazione con Dardano Sacchetti ( non accreditato) il primo horror di Fulci sfrutta solo nominalmente il filone zombie di George Romero per rifarsi ai classici « Ho camminato con uno zombie » di Jacques Tourneur e « L’isola degli zombies » di Victor Halperin ma anche « Dracula » ( l’arrivo della nave del porto il viaggio di Peter e Anne ») ponendo piú l’accento sulla metafisica-fantastica del soggetto che sul suo aspetto politico-sociale ; ne risulta un film che ha fatto scuola non solo per il gore da macelleria che é in seguito diventato un trademark del regista romano ma anche per il make-up iperrealista a base di creta e plastilina (la famosa scena dell’occhio) a cura di Giovanni Corridori e Giannetto De Rossi e una fotografia con luminositá regolata dal basso. Fú un grande e inatteso successo di pubblico malgrado una critica sfavorevole e la celebre polemica con Dario Argento che non esitó ad accusare Fulci di plagio. Diventato, e sarebbe stato assurdo il contrario, un cult ha influenzato generazioni di registi meritando citazioni in film quali « Scuola di mostri” di Fred Dekker e Grindhouse-Planet Terror di Roberto Rodriguez. Nel cast Tisa Farrow sorella di Mia , Al Cliver, Olga Karlatos, Ugo Bologna, Leo Gavero e in un cameo Lucio Fulci. Musiche di Fabio Frizzi e Giorgio Tucci. Molti gli aneddotti e le leggende ( Da Fulci che girava sul set con le tasche piene di vermi alla famosa scena subacquea con la protagonista, Auretta Gay, che non sapeva nuotare fino alla famosa sequenza finale sul ponte di Brooklyn girata di mattino presto per mancanza di permessi ) e anche le citazioni come quella in appaenza del film “Lo squalo” ma in realtá “Tintorera” di René Cardona jr….

(Antonio DI CARLO)

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